Burro e mortadella, aceto nel
brodo: "Ci chiedono abbinamenti assurdi"
Le ‘sofferenze’ dei ristoratori
alle prese con gli ordini dei turisti stranieri
di Federica Orlandi
Cristian ‘Chicco’ Morisi e Nico del ristorante La Torinese
(foto Schicchi)
Bologna, 10 agosto 2014 - Ormai
i famosi (e inesistenti) ‘spaghetti alla bolognese’ o il latte macchiato a fine
pasto sono tra le richieste più banali che i ristoratori del centro si
sentono fare ogni giorno dai turisti stranieri arrivati in città. Le usanze
culinarie estere evidentemente mal si sposano con le secolari tradizioni
bolognesi: così, largo a tortellini con l’aceto, insalata al parmigiano e
burro spalmato sulla mortadella, il tutto accompagnato, perché no, da una
bella cioccolata in tazza. «Ne avrei da raccontare talmente tante che ci si
potrebbe scrivere un libro — scherza Nico Razionale, cameriere alla trattoria ‘Il
Calice’ in via Clavature —. Oltre a non avere idea degli abbinamenti adeguati
tra cibo e vino, gli stranieri fanno le richieste più assurde. L’altro giorno
una ragazza mi ha chiesto se potevo toglierle il maiale dalle tagliatelle al
ragù; un altro invece, mi ha chiesto di portargli il parmigiano da grattugiare
sull’insalata e sulla cotoletta alla bolognese: terrificante».
Non finisce qui: «Alcuni
entrano, si siedono al tavolo e tirano fuori bibite e panini portati da casa e
si stupiscono se fai loro notare che non è il posto adatto», aggiunge Nico. ‘La
Torinese’, in pieno centro sotto il Voltone del Podestà, è uno dei locali più
antichi della città e della pasta fresca fatta in casa fa uno dei suoi più
grandi vanti: «Prima di far sedere gli ospiti stranieri, mostriamo loro il
nostro laboratorio e illustriamo i diversi tipi di pasta tradizionale, oltre
alle crescentine e alle tigelle — spiega il responsabile Cristian ‘Chicco’
Morisi —. Noi che nei nostri prodotti mettiamo l’anima soffriamo terribilmente
quando vediamo scene come quella di stamattina: una ragazza tedesca ha cercato
di farcire una tigella con le tagliatelle al ragù». Per chiedere naturalmente
poi l’aceto balsamico da versare nel suo bel piatto di tortellini in brodo.
«È credenza diffusa
che il pane tagliato a fette e imbevuto d’olio sia tipico italiano e si
stupiscono che non l’abbiamo nel menù: non
capisco da dove l’abbiano tirata fuori — prosegue allibito Cristian —. Poi si
sprecano le richieste di tortellini al pomodoro o al ketchup, che
mettono ovunque. Mentre pochi giorni fa un’americana mi ha chiesto una teiera d’acqua
bollente e l’ha versata in un bicchiere, mescolandola al caffè deca che aveva
ordinato». «Chiedono continuamente la pizza, anche se mi sembra chiaro che non
la facciamo – racconta Niccolò D’Ambrosio, oste di ‘Tamburini’ —. Il peggio è
quando ordinano il cappuccino con gli affettati e poi spalmano burro,
aceto e maionese sulla mortadella». I russi pasteggiano a grappa, ma il primato
delle richieste più assurde va agli americani. In via Battibecco da ‘Divinis’
il titolare Maurizio Landi ricorda: «Una peculiarità degli stranieri è che non
hanno ‘primo’ e ‘secondo’: mischiano tutto e adorano mangiare pasta e insalata
nello stesso piatto».
di Federica Orlandi
http://www.ilrestodelcarlino.it
di Federica Orlandi
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