sexta-feira, 15 de agosto de 2014

abbinamenti assurdi


Burro e mortadella, aceto nel brodo: "Ci chiedono abbinamenti assurdi"

Le ‘sofferenze’ dei ristoratori alle prese con gli ordini dei turisti stranieri
di Federica Orlandi

 Cristian ‘Chicco’ Morisi e Nico del ristorante La Torinese (foto Schicchi)

 

Bologna, 10 agosto 2014 - Ormai i famosi (e inesistenti) ‘spaghetti alla bolognese’ o il latte macchiato a fine pasto sono tra le richieste più banali che i ristoratori del centro si sentono fare ogni giorno dai turisti stranieri arrivati in città. Le usanze culinarie estere evidentemente mal si sposano con le secolari tradizioni bolognesi: così, largo a tortellini con l’aceto, insalata al parmigiano e burro spalmato sulla mortadella, il tutto accompagnato, perché no, da una bella cioccolata in tazza. «Ne avrei da raccontare talmente tante che ci si potrebbe scrivere un libro — scherza Nico Razionale, cameriere alla trattoria ‘Il Calice’ in via Clavature —. Oltre a non avere idea degli abbinamenti adeguati tra cibo e vino, gli stranieri fanno le richieste più assurde. L’altro giorno una ragazza mi ha chiesto se potevo toglierle il maiale dalle tagliatelle al ragù; un altro invece, mi ha chiesto di portargli il parmigiano da grattugiare sull’insalata e sulla cotoletta alla bolognese: terrificante».

Non finisce qui: «Alcuni entrano, si siedono al tavolo e tirano fuori bibite e panini portati da casa e si stupiscono se fai loro notare che non è il posto adatto», aggiunge Nico. ‘La Torinese’, in pieno centro sotto il Voltone del Podestà, è uno dei locali più antichi della città e della pasta fresca fatta in casa fa uno dei suoi più grandi vanti: «Prima di far sedere gli ospiti stranieri, mostriamo loro il nostro laboratorio e illustriamo i diversi tipi di pasta tradizionale, oltre alle crescentine e alle tigelle — spiega il responsabile Cristian ‘Chicco’ Morisi —. Noi che nei nostri prodotti mettiamo l’anima soffriamo terribilmente quando vediamo scene come quella di stamattina: una ragazza tedesca ha cercato di farcire una tigella con le tagliatelle al ragù». Per chiedere naturalmente poi l’aceto balsamico da versare nel suo bel piatto di tortellini in brodo.
«È credenza diffusa che il pane tagliato a fette e imbevuto d’olio sia tipico italiano e si stupiscono che non l’abbiamo nel menù: non capisco da dove l’abbiano tirata fuori — prosegue allibito Cristian —. Poi si sprecano le richieste di tortellini al pomodoro o al ketchup, che mettono ovunque. Mentre pochi giorni fa un’americana mi ha chiesto una teiera d’acqua bollente e l’ha versata in un bicchiere, mescolandola al caffè deca che aveva ordinato». «Chiedono continuamente la pizza, anche se mi sembra chiaro che non la facciamo – racconta Niccolò D’Ambrosio, oste di ‘Tamburini’ —. Il peggio è quando ordinano il cappuccino con gli affettati e poi spalmano burro, aceto e maionese sulla mortadella». I russi pasteggiano a grappa, ma il primato delle richieste più assurde va agli americani. In via Battibecco da ‘Divinis’ il titolare Maurizio Landi ricorda: «Una peculiarità degli stranieri è che non hanno ‘primo’ e ‘secondo’: mischiano tutto e adorano mangiare pasta e insalata nello stesso piatto».

di Federica Orlandi
http://www.ilrestodelcarlino.it

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